Passa ai contenuti principali

La fine di un capitolo


Non succede niente fino a quando non accade qualcosa. Si, sono sobria. Sto solo facendo i conti con qualche intreccio mentale che ha deciso di rendermi questa sera del 29 agosto un po’ vibrante e allegramente piccante. Dunque, non è poi così male questo ticchettio dei tasti vicino ad una finestra. Non è nemmeno così male avere un momento di ingarbugliata autonomia. Non è poi così male il fatto che io sia in questo momento senza lavoro, e neppure che l’estate sia praticamente finita, che arriverà il Natale, che il 2020 è alle porte; insomma, che male c’è se il tempo zitto zitto fa il suo corso e la Divina Provvidenza ti da finalmente quella fiducia che volevi? Prendiamocela con il caldo, o con il mese di agosto che è successivo al mese di luglio, che è andato ma che lo ricordiamo pieno di acqua salata e danze sulla spiaggia. Prendiamocela con le grandi città o con in temporali estivi o con il cibo troppo salato, con la musica troppo poco alta o con un film allegro quando noi vorremmo assolutamente piangere. Prendiamocela con loro, ma non con la vita che ci sta dando una grande occasione. Perché è così, non è finito nulla, ma inizia qualcosa di nuovo, giusto? Quando si chiude una porta si apre un portone; ma come ci si sente quando effettivamente si chiude quella porta ? Ci sentiamo pronti a qualsiasi cosa, ci convinciamo di tutto quello che non abbiamo mai saputo di volere, ci dedichiamo alle nostre più recondite emozioni e non giustifichiamo mai più quel senso di colpa che ci viene a bussare quando la coscienza prende il sopravvento. Noi siamo pronti ad una nuova vita. Certo, ogni tanto decidiamo di fare e disfare una valigia per non pensare troppo profondamente, o chiamiamo qualcuno che non vogliamo realmente sentire, o facciamo quel viaggio che non vogliamo fare ma che ci farà stare meglio. Meglio di come ? Ma stavamo meglio prima ? Prima di quando? Una cosa alla volta. Si, sappiamo anche fare questo in quei momenti. Sappiamo dare un ritmo ai pensieri e un battito al cuore, che di solito non va mai a meno di 140 battiti al minuto. Ma è tutto normale. Ci capita di voler cambiare strada e di trovarci persi. L’unica cosa certa è che vogliamo cambiare strada. Non importa quale sia il momento giusto, né cosa succederà, la cosa a cui non possiamo sfuggire è che qualcosa avverrà, per volontà nostra o di qualcun altro.  Siamo eccitati perché la novità ci piace. Abbiamo una paura incredibile, indescrivibile, inimmaginabile del tutto incontrollabile che ci eleva ad un uno stato di estasi isterica. Da una parte siamo rilassatissimi e pronti ad accogliere le occasioni della vita, dall’altra siamo dei criceti pazzi che corrono nella ruota che gira gira gira senza fare mai mezzo metro. L’importante è correre. Oppure no ? In questi momenti, è meglio godersi per un po’ la pace o rimettersi subito alla frenetica ricerca di qualcosa che non abbiamo ancora ben definito ? O meglio, noi sappiamo benissimo cosa, ma materialmente non è poi così immediato. Siamo lì, seduti sul nostro divano rosso a sorseggiare il nostro ormai scontato bicchiere di vino, con una musica soft di sottofondo, la cena è quasi pronta, e anche se paghiamo l’affitto e la casa non è del tutto nostra, abbiamo uno splendido soggiorno, piccolo o grande che sia. Siamo a casa. Magari abbiamo anche la nostra dolce metà che canticchia sotto la doccia e il nostro film preferito che inizierà tra 7 minuti. Facciamo un bel respiro perché abbiamo deciso di prendercela con calma, di non correre o meglio di rallentare almeno, abbiamo capito che ci possiamo prendere un momento di pace per noi e che dobbiamo avere pazienza e fiducia in quello che accadrà. Ecco qua. Proprio in quel momento tutto torna. Non solo i mille pensieri vivaci e scattanti, ma anche la luce. Non possiamo farci niente, se tornano noi li accogliamo. Siamo lì, frenetici rilassati con gli occhi nel bicchiere di vino e le orecchie tra le spalle. Siamo noi. Siamo pieni di noi in ogni parte del corpo e ci piace stare dentro di noi. I nostri ritmi impulsivi e fastidiosi, i nostri perché dove e quando, le nostre risposte temporanee ed incerte, i nostri baci. Ecco che i dolci momenti di pace richiamano all’ordine i dubbi che mandano a chiamare le innumerevoli cose che vorremmo fare e che quindi faremo. Ora le faremo. Abbiamo tutto il tempo. Il tempo di finire il nostro calice, il tempo di riempirlo nuovamente e si, siamo sobri. Ancora sobri.

Commenti

Post popolari in questo blog

Calamità Innaturali

Non mi piace molto correre, ma quando mi sveglio in giornate come queste l’unica cosa da fare è correre senza tempo, senza cellulare, senza voglia ma con tutta la forza possibile verso una meta non identificata. Non sono triste e neppure arrabbiata direi. Ma ho un velo di stranezza e propensione all’irritabilità. Davvero, sono positiva, ma sento che se il barista non mi farà il caffè esattamente come lo vorrei in questo momento, potrei creare un problema anche se mi chiedesse scusa. Non è grave, mi capita raramente, ma quando capita statemi lontano! Non so bene da cosa dipenda. Se dal fatto che fuori piova anzi che ci sia una vera e propria catastrofe naturale, o dal fatto che la temperatura è molto strana e io ho sempre con me davvero troppe maglie e soprabiti per paura di avere freddo o caldo, o dal fatto che sto aspettando mille risposte a mille domande che nessuno conosce, o ancora dal fatto che il mio tostapane questa mattina ha deciso di non funzionare e addio pane tostato mattu…

Vivere slow, o quasi

Molte volte credi di andare piano ma poi ti dimentichi qualcosa ? Spesso arrivi la sera senza esserti accorta/o che sei uscita con un paio di scarpe invece di un altro ? Vorresti goderti quel caffè, ma hai la testa che sta già pensando a cosa devi fare quando sarà finito? Lo so, capita. Non sei né banale, né esaurito, ma solo abituato a vivere intensamente, diciamo. Le giornate passano e rimandi quello che vorresti fare dedicandoti a quello che ‘devi’ fare, senza troppa voglia. Ti trascini la tua routine e i tuoi doveri con forza e un po’ di pesantezza, “tanto pesto arriverà il weekend, o le vacanze”.  Cari amici, forse dobbiamo fare qualcosa. Io a volte mi sento come se non facessi abbastanza, come se quel momento preciso avrei potuto godermelo molto di più. Come si fa? Risposta : vivere slow. Molti ne parlano, non è una grande scoperta in realtà, solo che formando questo mix tra parola italiana e parola inglese, sembra più efficace e d’effetto. Vivere slow significa prendere un resp…

La Favola

Ho vissuto un sogno senza chiudere gli occhi. Avevo anzi gli occhi ben vigili, lo sguardo attento, adrenalina in corpo, tanto amore, tanta paura. Quella paura che non si può placare, non si può alleviare e nemmeno evitare. Ho partecipato come protagonista al film di tante altre persone, per una notte. Non so se vi capita mai o se vi è capitato di aver vissuto una favola. Un giorno ti svegli e senza troppo esserne cosciente e preparata ti trovi in mezzo a tutto quello che finora hai visto solo sul giornale o al cinema. Sapete, ora vorrete cercare di intuire cosa mi è accaduto, ma non è questo il punto. Non è la cosa più importante, né il fulcro di queste mie righe. Quello che vi rimarrà impresso sarà invece il mio entusiasmo, il mio folle amore per la vita, la mia complicata storia di vicissitudini improbabili ed incredibili emozioni forti. Ognuno di noi ha la sua favola ideale in mente e come dice Vivian in “pretty woman” al nostro strafigo di Richard Gere “Voglio la favola Edward”, c…