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Sali o Scendi ?


Mentre me ne sto qui con il mio caffè rigorosamente zuccherato, ripenso a quello che mi è successo ieri per caso mentre facevo la spesa. Ero di fretta, sono spesso di fretta e in ritardo. Cerco di allungarmi stirandomi  il più possibile per prendere i Cheerios nell'ultimo scaffale della quarta corsia sempre troppo alto per me, quando urto un signore sulla settantina e cado giù con i cheerios in braccio. Lui se ne stava li, tranquillo e come se niente fosse mi dice “mi dispiace”. Ma non era colpa sua. Lui andava molto lentamente e sembrava avesse a disposizione tutto il pomeriggio per fare la sua spesa, ero io quella frenetica e con i minuti contati. Ecco qua che quando cerco di fare le cose di corsa non so come mai ma ci metto il doppio del tempo che se le avessi fatte normalmente. E’ una specie di maledizione, non so se vi capita mai. Corriamo come dei pazzi dalla mattina alla sera, a volte ci fermiamo solo perché urtiamo qualcosa o qualcuno. Ma chi va veramente più veloce chi corre freneticamente o chi si prende tutto il tempo che gli serve ? Accelerando le azoni a volte si perdono i pensieri perché dobbiamo essere concentratissimi in quei 13 minuti che abbiamo per fare la spesa o farci la doccia per cambiarci e riuscire. Non possiamo pensare o riflettere su come è andata la mattinata se dobbiamo pensare a cosa cucinare la sera. In questo caso c’è proprio da dire: dobbiamo rivedere le nostre priorità. A volte vado talmente veloce che quando mi fermo mi sembra di stare ancora correndo. Però quel momento è magico. Puoi chiudere gli occhi lunga sul divano con la sensazione di leggerezza data dalla doccia appena fatta e finalmente sai che puoi stare. Stare lì e non fare niente o fare qualcosa pensando solo a quello che stai facendo. Cioè niente. Ma dai, è praticamente impossibile non pensare completamente a niente. Ci avete mai provato a dire “ora mi metto li e non penso a niente”. Due minuti dopo mi vengono in mente 7000 cose che non ho fatto o che vorrei fare. La cosa migliore credo sia prendersi cura di un pensiero. Prenderne uno soltanto ed accudirlo, assecondarlo. Ascoltare cosa vuole. Trasformarlo in qualcosa di più di un pensiero così da lasciarlo libero. E una volta liberato se ne forma un altro che a quel punto ha tutta la nostra attenzione e comprensione. Siamo pronti a riprendere il ritmo, a portare un po’ di quella sensazione profondamente piacevole in tutto quello che faremo. E’ come se avessimo per un momento preso l’ascensore dentro di noi fino al -2 dove nessuno può arrivare e da li avessimo preso una chiave segreta da utilizzare al piano 0 da dove siamo soliti partire. E’ una discesa e risalita necessaria, una sensazione di piacere e leggerezza che non ha eguali. Consigliato una volta al giorno, prima o dopo i pasti o quando credete voi che il vostro ascensore sia libero e funzionante.

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