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Autunno a colazione


Cadono le prime foglie, me ne sono accorta mentre correvo da una parte all’altra della città per prendere l’autobus che costantemente perdo e riperdo. Proprio davanti a me eccolo lì il primo segno dell’autunno. Il primo segno che mi suggerisce di fare il cambio stagione e di mettere i costumi e tutti quei bei vestitini leggerissimi dentro una bella scatola chiusa. Le foglie hanno un bellissimo colore, anzi uno dei miei preferiti: color mattone, ma in quel momento quello che la foglia mi stava dicendo era palesemente “ragazza mentre tu corri qualcosa di te passa come è appena passata l’estate”. Mannaggia, fino a quel momento andava tutto bene e non mi pesava neppure allacciare la scarpa dopo mesi di sandali. Ed invece lei, quella maledetta foglia mi ha dovuto ricordare che sì, passano le stagioni e con loro qualcosa se ne va. Forse il suo vero scopo era quello di pormi di fronte all’inevitabile domanda: con le stagioni passa anche un pezzo di noi che si trasformerà in qualcos’altro ? Quante stagioni abbiamo realmente noi, che non sono ancora state riconosciute come tali? Mentre mi pongo queste domande mi vengono in mente tutti quei vestiti della stagione passata che quest’anno non ho utilizzato, tutte le idee che ho cambiato, le relazioni che ho avuto, i traslochi che ho subito, le chiavi che ho perso. All’improvviso tutte insieme le mie stagioni lì davanti ai miei occhi chiare come non mai. Quella che ero l’estate scorsa non c’era più , quella che sarò in questo autunno che arriva non la conosco ancora. Una foglia può solo alle 10 del mattino scaraventarmi in faccia che noi viviamo molte più stagioni di quello che sappiamo ? Evidentemente sì. Così insieme al maglioncino adesso indossavo anche una scomodissima consapevolezza e con questa ho passeggiato per diversi isolati. Abbiamo salpato diverse navi in effetti, tante ere che ora sono tramontate, tante momenti meravigliosi o no che ora sono storie affascinanti. Prima correvamo per andare a scuola, ora per prendere un autobus, prima eravamo solo fratelli e sorelle ora siamo anche zie e zii, prima cambiavamo solo il nostro outfit ora qualcuno anche i pannolini. Prima non potevamo fare a meno di casa nostra, ora abbiamo costruito la nostra tana anche altrove, abbiamo cambiato città, lavoro, lingua, prima ci piaceva stringere le mani ora spesso e volentieri stringiamo un cellulare. Prima non avevamo il coraggio di essere quello che siamo, ora lo siamo e abbiamo coraggio da vendere. Prima fumavamo, ora abbiamo dovuto smettere, prima eravamo liberi di girare nudi per casa, ora forse dobbiamo pensarci un po’. Prima avremmo letto questo articolo pensando di essere già grandi, ora ci sentiamo più piccoli che mai. Non ho mai capito come cavolo fanno a muoversi così velocemente le nuvole, ma ho sempre saputo dentro di me che anche io mi muovevo con loro, e devo dire che in fondo questa cosa mi piace. Ogni epoca ha i suoi usi e costumi, ogni stagione i suoi colori, ogni ragazza alle 10 del mattino le sue foglie da raccogliere.

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