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Emergenza Amore


Abbiamo tempo. Tutto il tempo che serve per soffrire. E forse non possiamo proprio farne a meno. L’altra sera riflettevo con sottofondo musicale malinconico e il mio solito bicchiere di vino, sulla sofferenza amorosa. Tutti abbiamo almeno una volta sofferto per amore e urlato contro questa parola così magicamente sonora; ma quello che mi chiedo e che non vi darà pace per oggi è: ci piace soffrire ?  Di sicuro una delle cose più brutte per me è vedere qualcun altro che soffre per amore. E’ una sofferenza così atroce ed immune a qualsiasi raccomandazione. Qualunque cosa ti dicano di fare in quel momento non sarà mai abbastanza rassicurante. Mai così tanto fastidiosa. Da una parte cerchi risposte e sostegno in ogni dove, da l’altra vorresti sprofondare nel tuo abisso segreto fino a quando ti sveglierai credendo che sia stato solo un brutto sogno. Ci siamo arrotolati nelle coperte per non sentire niente e nessuno, ma il pensiero è sempre lì pronto a farsi pressante. E’ come se in questi casi scoprissimo nuove parti di noi: le parti di emergenza. Quando suona la campanella dell’emergenza amore, siamo attrezzatissimi e disarmati sempre e comunque. Ragioniamo giorno e notte su quale può essere ‘la scelta giusta’ e quando l’abbiamo finalmente presa, cambiamo idea ancora prima di averla metabolizzata. Un moto continuo e vulcanico ci invade così che noi non ne usciamo più. Rimaniamo in questo limbo a cullarci su musiche malinconiche, film strappalacrime, ad ingozzarci di dolci,
tanti meravigliosi ed inevitabili dolci, sigarette, e poi il nostro amico di fiducia: l’alcool , sotto qualunque forma. Una vita che sembra da fare invidia; eppure noi abbiamo una faccia decisamente non invidiabile. In questo stato siamo giustificati per qualsiasi cosa. Siamo intoccabili, e questa cosa ci piace. Come ci piace quel ragazzo o ragazza che ci fa maledettamente soffrire, come ci piace piangere invece di urlare o urlare e piangere insieme sempre per lo stesso motivo, o per la stessa persona. Noi siamo bravissimi a soffrire. Siamo bravissimi a cadere nelle trappole, bravissimi a volerci restare quanto basta per sentici un po’ coccolati da noi stessi; noi che non abbiamo mai tempo per noi. Insomma, la sofferenza ci rafforza o è soltanto un momento che serve a conoscere il tuo grado di sopportazione e te stesso? Di fatto, quando usciamo da una storia finita male siamo come delle tigri imbattibili, invincibili e tremendamente belli; e come disse una volta Susan Sarandon “in questi casi hai bisogno di amiche davvero fidate, di interminabili passeggiate in spiaggia, lungo il mare, di camminare fino a quando sei cosi stanca che non hai più la forza di perdere la testa.”

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