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Via il vecchio, avanti il nuovo!


Roma, la città del cinema, della dolce vita e della grande bellezza. L’eterna casa del mondo, la grande famiglia che non hai mai avuto, il caos che non hai mai vissuto. La città del traffico in tangenziale, dei monumenti da ricordare e dell’amore da trovare. O ritrovare. Roma, tutti la amano, tutti la odiano. Nessuno la conosce veramente. Una cosa è certa, è difficile da dimenticare e una volta incontrata per qualche motivo non puoi più farne a meno. Anche quando vorresti scappare e non tornare mia più. Si sa, per chi non ha quel paio di scarpe è una sofferenza vederle indossate da qualcun altro, ma per chi le indossa, a volte diventano così scomode che l’unico desiderio è quello cambiarle con altre nuove e più confortevoli. Per la cronaca, quando non hai qualcosa che vorresti troppo avere,
fai di tutto per ottenerla e poi una volta avuta dopo un po’ diventa vecchia e siamo pronti a sostituirla con qualcos’altro. O quasi. Tutti vorrebbero vivere nella grande città, ma chi ci vive forse vorrebbe fuggirne e chi ne fugge dopo un po’ deve tornare. Che strana dinamica interiore ci scatta quando dopo aver toccato con mano quella nuvoletta li’ sopra la nostra testa tanto desiderata e sofferta, ci accorgiamo che non abbiamo più nulla di irraggiungibile a cui arrivare? Non posso fare a meno di chiedermi: quindi siamo eterni insoddisfatti o siamo completamente assorbiti ed appagati da quello che abbiamo finalmente e faticosamente ottenuto? 
E soprattutto, se ci accorgiamo che quel vestito così accuratamente cucito su misura per noi, e lavorato finemente a mano con i tessuti più pregiati al mondo, inizia ad andarci stretto, siamo capaci di buttarlo via e cambiarlo con un altro forse più comodo ma che non abbiamo mai provato ? Io di vestiti stretti ne ho buttati diversi, ma a volte certi abiti ti si attaccano così in profondo che è quasi impossibile scucirli. Rimangono lì e più cerchi di provarne di meglio, più ti si accomodano addosso, e una volta presa la forma, lì rimangono per sempre. Certo, senza aver indossato tutti quei vestiti che ho avuto non avrei mai trovato la mia giusta taglia ora. Quindi chissà, forse non buttiamo mai davvero niente. Forse semplicemente continuiamo ad accumulare e uno dopo l’altro l’abito diventa un unico interminabile vestito fatto di tanti strati cuciti apposta per noi. C’è anche da dire che io non butto mai nulla. Che piuttosto soffoco tra i vari oggetti e ricordi nella mia casa che diventano sempre più numerosi e mi sovrastano invece di fare spazio e buttare via. C’è da dire anche che fare una pulizia generale a volte fa bene, che cambiare città, aria, lavoro è quasi come fare una cura detossinante preziosa per noi e chi ci sta intorno. Non saprei. Di fatto a volte siamo solo dei bambini in cerca di qualcosa di nuovo da scoprire, e anche se viviamo in un piccolo paese di 30 abitanti senza negozi ci sentiamo completamente persi e spaesati.





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